House of the Rising Sun Lyrics

There is a house in New Orleans 
They call the Rising Sun 
And it's been the ruin of many a poor boy 
And God, I know I'm one 

My mother was a tailor 
She sewed my new bluejeans 
My father was a gamblin' man 
Down in New Orleans 

Now the only thing a gambler needs 
Is a suitcase and trunk 
And the only time he's satisfied 
Is when he's on a drunk 

Oh mother tell your children 
Not to do what I have done 
Spend your lives in sin and misery 
In the House of the Rising Sun 

Well, I got one foot on the platform 
The other foot on the train 
I'm goin' back to New Orleans 
To wear that ball and chain 

Well, there is a house in New Orleans 
They call the Rising Sun 
And it's been the ruin of many a poor boy 
And God, I know I'm one. 
Dunque questo nuovo Potere […] è in realtà - se proprio vogliamo conservare la vecchia terminologia - una forma "totale" di fascismo. Ma questo Potere ha anche "omologato" culturalmente l’Italia: si tratta dunque di un’omologazione repressiva, pur se ottenuta attraverso l'imposizione dell'edonismo e della joie de vivre. 
[…]

Il nuovo fascismo non distingue più: non è umanisticamente retorico, è americanamente pragmatico. Il suo fine è la riorganizzazione e l'omologazione brutalmente totalitaria del mondo.


Pier Paolo Pasolini
Dopo un paio di settimane ti abitui al cibo scadente, al caffè nei bicchieri di carta, al pane che sa di plastica. 
Ti abitui alle corse per prendere la metro, a tutta questa gente che condivide poche centinaia di metri quadri ogni giorno, e che non sa dirsi neanche buonasera.
Ti abitui alla pioggia, al sole che sorge così presto. 
Ti abitui alla ma
ncanza del mare, perché puoi usare i parchi come metadone.
Ti abitui ai mezzi che funzionano, alle strade pulite, ai bagni pubblici decenti. Ti abitui alla mancanza delle tapparelle, ti abitui ad essere puntuale, alla mancanza di un bidet, ai musei gratuiti, al lavoro gratificante, a una lingua che non sempre puoi capire ma che è tua, agli stipendi proporzionati, alle tasse basse, ad un eccellente livello di civiltà.
Ti abitui alla nostalgia del sole, della calma delle campagne sterminate, dell'olio buono, del vino del contadino.
Ti abitui presto e non per questo ti scordi tutto quello che hai lasciato.
Se ripartirai adesso, senza dubbio...

DUBBIO MADE IN ITALY by Stefano De Marco & Niccolò Falsetti (Italy 2012)

Siamo stanchi di diventare giovani seri, o contenti per forza, o criminali, o nevrotici: vogliamo ridere, essere innocenti, aspettare qualcosa dalla vita, chiedere, ignorare.
Non vogliamo essere subito già così sicuri.
Non vogliamo essere subito già così senza sogni.
— P. P. Pasolini —


Abbandonata la mazza fedele,
Scivolerò nell'acqua buia
Senza rimpianto.

Morte, arido fiume...

Immemore sorella, morte,
L'uguale mi farai del sogno
Baciandomi.

Avrò il tuo passo,
Andrò senza lasciare impronta.

Mi darai il cuore immobile
D'un iddio, sarò innocente,
Non avrò più pensieri nè bontà.

Colla mente murata,
Cogli occhi caduti in oblio,
Farò da guida alla felicità.
Che distingua le mie dalle infinite
Ossa che in terra e in mar semina morte?
Vero è ben, Pindemonte! Anche la Speme,
Ultima Dea, fugge i sepolcri; e involve
Tutte cose l'obblio nella sua notte;
E una forza operosa le affatica
Di moto in moto; e l'uomo e le sue tombe
E l'estreme sembianze e le reliquie
Della terra e del ciel traveste il tempo.
Ma perchè pria del tempo a sè il mortale
Invidierà l'illusïon che spento
Pur lo sofferma al limitar di Dite?
Non vive ei forse anche sotterra, quando
Gli sarà muta l'armonia del giorno,
Se può destarla con soavi cure
Nella mente de' suoi? Celeste è questa
Corrispondenza d'amorosi sensi,

Wislawa Szymborska

Sulla morte, senza esagerare

Non s'intende di scherzi,
stelle, ponti,
tessitura, miniere, lavoro dei campi,
costruzione di navi e cottura di dolci.
Quando conversiamo del domani
intromette la sua ultima parola
a sproposito.
Non sa fare neppure ciò
che attiene al suo mestiere:
né scavare una fossa,
né mettere insieme una bara,
né rassettare il disordine che lascia.
Occupata a uccidere,
lo fa in modo maldestro,
senza metodo né abilità.
Come se con ognuno di noi stesse imparando.
Vada per i trionfi,
ma quante disfatte,
colpi a vuoto
e tentativi ripetuti da capo!
A volte le manca la forza
di far cadere una mosca in volo.
Più di un bruco
la batte in velocità.
Tutti quei bulbi, baccelli,
antenne, pinne, trachee,
piumaggi nuziali e pelame invernale
testimoniano i ritardi
del suo svogliato lavoro.
La cattiva volontà non basta
e perfino il nostro aiuto con guerre e rivoluzioni
è, almeno fin ora, insufficiente.
I cuori battono nelle uova. Crescono gli scheletri dei neonati.
Dai semi spuntano le prime due foglioline,
e spesso anche grandi alberi all'orizzonte.
Chi ne afferma l'onnipotenza
è lui stesso la prova vivente
che essa onnipotente non è.
Non c'è vita
che almeno per un attimo
non sia immortale.
La morte
è sempre in ritardo di quell'attimo.
Invano scuote la maniglia
d'una porta invisibile.
A nessuno può sottrarre
il tempo raggiunto.

FUNERAL BLUES


W. H. Auden


Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono, fate tacere il cane con un osso succulento, chiudete il pianoforte, e tra un rullio smorzato portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

Incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto, allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni, i vigili si mettano guanti di tela nera.

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest, la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto; pensavo che l'amore fosse eterno: e avevo torto.

Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte; imballate la luna, smontate pure il sole; svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco; perché ormai più nulla può giovare.

Scrivere un curriculum (Wisława Szymborska)

da Vista con granello di sabbia 

Che cos'è necessario? E' necessario scrivere una domanda, e alla domanda allegare il curriculum. A prescindere da quanto si è vissuto è bene che il curriculum sia breve. E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti. Cambiare paesaggi in indirizzi e malcerti ricordi in date fisse. Di tutti gli amori basta quello coniugale, e dei bambini solo quelli nati. Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu. I viaggi solo se all'estero. L'appartenenza a un che, ma senza perché. Onorificenze senza motivazione. Scrivi come se non parlassi mai con te stesso e ti evitassi. Sorvola su cani, gatti e uccelli, cianfrusaglie del passato, amici e sogni. Meglio il prezzo che il valoree il titolo che il contenuto. Meglio il numero di scarpa, che non dove va colui per cui ti scambiano. Aggiungi una foto con l'orecchio in vista. E' la sua forma che conta, non ciò che sente. Cosa si sente? Il fragore delle macchine che tritano la carta.

Wisława Szymborska
Le parole servono a comunicare e raccontare storie. Ma anche a produrre trasformazioni e cambiare la realtà. Quando se ne fa un uso sciatto e inconsapevole o se ne manipolano deliberatamente i significati, l'effetto è il logoramento e la perdita di senso. Se questo accade, è necessario sottoporre le parole a una manutenzione attenta, ripristinare la loro forza originaria, renderle di nuovo aderenti alle cose.
Neanche uno sbattere di portone.
Neanche un clacson.
Neanche una voce.
Neanche un brusio la vigilia di Natale a Roma.
Tutti rintanati a casa a cenare.
Grazie Babbo Natale.

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.


(Salvatore Quasimodo) 
























Facce e Faccende. Si rimane sospesi nell'amicizia e nell'amore (Errico Sessa).

Fotografia Festival Roma, Selezione "Fotografi non fotografi". 
Esposizione Collettiva Metro Cipro Roma.

Un figlio.

Qualcosa d'inspiegabile che solo quando è lì,
incarnato, davanti ai tuoi occhi, puoi capire.
Contemplandolo secondo dopo secondo
senza che una sensazione sia identica all'altra.
Innamorandoti come la tua adolescenza, riscoprendo
i baci le carezze e il cuore immenso di una relazione
incondizionata e sofferta,
quella che ti lega ad un figlio.
Non so scriverti una poesia.
Ma so viverti. (Errico Sessa)
VM1: Dicono che leggere i libri fanno bene ma non tutti la pensano come loro, io per esempio, perché leggere è tempo buttato via, ieri con quel tempo ho andato allo zoo a vedere le mandrie, eh eh, in Italia sono milioni la gente come io che non leggono mai un libro, e poi penso che se uno sarebbe un vero uomo non leggeva, io non leggo da sempre e ho sempre stato benissimo così, e allora amici leggete meno libri che puoi, la dobbiamo rifarla?

VM2: Era buona

Spk istit.: Campagna a favore della cultura a cura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.